Fiere Storiche del Veneto

FIERE STORICHE DEL VENETO

 

Fiera di San Marco San Bonifacio (VR)

A San Bonifacio nel week-end vicino al 25 Aprile (San Marco) è programmata una delle fiere storiche della provincia di Verona. Si tratta della Fiera di San Marco, che si tiene dal 1875, a cui si è aggiunta, dal 1983, la Mostra Est Veronese Produce.

Appuntamenti folcloristici, di animazione e di musica animeranno il centro e l’area fieristica presso il Parcheggio Palù di San Bonifacio, comune dell’est veronese.

Le migliori produzioni di questo territorio – frutto dell’impegno e della creatività in ogni settore dell’attività – si potranno ammirare nell’esposizione sempre aperta durante le giornate di fiera: una vera e propria vetrina per le tutte le aziende che promuoverà agricoltura ed artigianato oltre che piccole e medie imprese di questa zona. Non mancano stand per le degustazioni di prodotti tipici e per spettacoli di intrattenimento.

http://www.cittadiverona.it

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Antica Fiera di San Valentino a Bussolengo – VR

Dal 1712 si svolge a Bussolengo l’Antica Fiera di San Valentino, intono al 14 febbraio, tra le più antiche fiere in provincia di Verona e nell’intera regione.

Durante la fiera viene allestita una fattoria didattica e nelle vie del centro le mostre di attrezzature e macchine agricole, oltre ad un mercatino dei prodotti agroalimentari tipici.

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L’Antica Fiera del Soco – Grisignano di Zocco – VI

Una storia secolare, velata dalle leggende sulla sua origine.
Origine che, secondo alcuni, va cercata nella corrispondenza tra i termini “soco” e “suck”, parola araba per definire il mercato.

Secondo altri, più semplicemente, il territorio di Grisignano per le sue caratteristiche geografiche divenne crocevia commerciale per i mercanti saraceni.

C’è chi sostiene, invece, che tutto sia iniziato in occasione di un’apparizione della Madonna su di un tronco d’albero (soco o zoco, appunto) nel lontano 1252 davanti agli occhi di due contadini nel territorio tra Grisignano ed Arlesega. In quel luogo fu poi costruita una chiesetta, a ricordo del miracoloso evento, e la Fiera che venne indetta quale ricorrenza prese la denominazione “del soco”.
Ma c’è anche chi narra di un’altra possibile origine, ovvero di quella legata all’esistenza di una locanda dotata di un punto di ristoro e cambio di cavalli, che faceva transitare per Grisignano viaggiatori e mercanti di ogni sorte. E mentre i cavalli si riposavano legati a dei tronchi appositi (sochi-soche), i proprietari portavano avanti trattative ed affari.

Leggende a parte, il primo “ritrovamento” storico legato alla Fiera risale al 1763 e recita così:

“… si sottoscrive in nome dei provveditori alle rason vecchie della Serenissima Repubblica che già nel 1555 i nobili homini Priuli furono proclamati legittimi possessori delle giurisdizioni, di poter far la fiera del Soco in villa di Grisignano, territorio parte padovan, e parte vicentin”.

Dal passato al presente, guardando al futuro. Negli anni la Fiera si è evoluta, giocoforza, adeguandosi ai tempi che ha attraversato e alle esigenze degli stessi, senza, tuttavia, perdere quel suo fascino unico, quello della tradizione, e del rispetto della stessa, che vuole Grisignano e la sua Fiera diventare per sette giorni all’anno una piccola, grande capitale del mercato e del commercio, proprio come accadeva un tempo.

I numeri dell’edizione 2010:

  • 500 ditte espositrici,
  • 1500 metri quadri per “Expogustibus”, il salone del gusto,
  • 25000 metri quadri di Luna Park con 70 attrazioni.
  • Una mostra espositiva con 4500 metri quadri di superficie e 150 ditte.
  • 600/700 mila visitatori

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FIERA FRANCA DI CITTADELLA – PD

Nel medioevo, con i comuni ripresero le attività e i commerci lungo le vie d’acqua (La Brenta) e le strade romane. Attorno alla chiesa romanica di S.Donato con monastero, si teneva un importante mercato annuale che gli Ezzelini trasferirono a Onara.

Negli “ANNALES PATAVINI” è scritto: “…Tunc inceptum fuit castrum cittadellae”. Correva l’anno 1220 e il comune di Padova iniziava la costruzione di un grande castello per difendersi dai trevisani che avevano fortificato Castelfranco, e proteggere così le risorgive intorno, le vie della Valsugana e dell’altopiano, importanti per i commerci della pianura padovana con la montagna.

Nasceva il miracolo Cittadella, con le mura già terminate nel 1221.

Dieci anni dopo (1231) Padova decideva che i privilegi di mercato di Onara, passassero a Cittadella:

” … il mercato annuale che in precedenzasi teneva nella curia di Onara,

lo si faccia nel Castello di Cittadella ogni anno nella festa di S. Luca”.

Era nata la FIERA FRANCA DI CITTADELLA

Nel 1593 con apposito proclama venivano chiaramente fissate le zone tipologiche nella fiera franca:

1. Gli animali bovini grandi e piccoli sopra la strada grande che principia per mezzo la Chiesa fino alla porta bassanese, dall’una a l’altra parte della strada, non potendo a modo niuno con essi animali star ne toccar la cogolada del sagrato di essa Chiesa, nè meno con essi animali entrar sotto li portici, ma sempre debbono star sopra essa strada etiam in tempo di pioggia … ma porno li animali, se sono tanti, andar nelle viazole circovicine ….

2. I cavalli nella strada grande della porta vicentina … nè si potranno legare alli ferri della Scalla della Comunità … nè i mercati con le mercanzie …. possono mettersi sotto la loggia …

3. … gli animali porcivi sopra la piazza del monte…

4. le pecore sopra il piazzotto che si attrova per mezzo la caminada della Chiesa, sopra la strada pubblica della porta trevisana …

5. in tempo di pioggia possino andar sotto li portici …

6. …. Le femane e le bestie da corte xe stà senpre la musina del contadin e, in fiera, guai a no far on giro tra gabie, caponare e seste de bestioe da corte.

Quando saggiamente Cittadella decise per la Dedizione a Venezia liberandosi dei padovani che continuamente erano in guerra con le città vicine, correva l’anno 1405.

Doge era Michele Steno che credeva fermamente nell’interesse di Venezia ad espandersi nella terraferma: L’importanza di Cittadella con la sua posizione, sicurezza e Fiera Franca, divenne fondamentale per la campagna intorno e le montagne a nord con le comode valli che le univano alla pianura.

Venezia non toccò minimamente l’antica decisione padovana, anzi la confermò con tutti i privilegi di una “FIERA FRANCA”, cioè una fiera che non prevedeva dazi per entrare o uscire.

I ricchi mercanti veneziani costellarono di ricche dimore il territorio e l’importanza di Cittadella con i suoi artigiani, i mercati e la fiera divenne vitale per l’economia veneziana in terraferma e la civiltà delle ville venete.

http://www.procittadella.it

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Fiera dei mussi di TrebaseleghePD

si tiene sin dal 1184, dal venerdì antecedente la prima domenica di settembre al Lunedì successivo alla seconda domenica di settembre. La prima domenica della fiera è organizzata la Fiera degli Uccelli, mentre il 7 settembre si svolge una grande fiera-mercato dell’agricoltura e della zootecnologia.

http://it.wikipedia.org

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Fiera Di Arsego – PD

I Soranzo di antica e nobile stirpe veneta, ebbero molti beni in vari parti della terraferma e soprattutto a Nord di Padova e a Sud di Treviso. Diverse le loro proprietà nella zona di Camposampiero, dove furono nominati ben tre podestà di questa famiglia: Ettore (1452), Antonio (1723), e Sebastiano (1779).

Nel 600 risultavano fra i primi possidenti delle terre che si allineavano lungo il Piovevo, fino a Villa del Conte, insieme ai Morosini e ai Dolfin.

Verso il 700, invece, notiamo una regressione delle loro proprietà. Forse fu proprio per dare una svolta alla loro perdita di potere, che nel 1747 i due fratelli Zanne e Bertucci Soranzo decisero di puntare sul commercio e lo scambio di prodotti agricoli, con l’istituzione di una annuale Fiera da tenersi nella loro villa di Arsego, sotto la podestà di Camposampiero.

L’istanza viene presentata direttamente al doge di Venezia, Pietro Grimani dai nobili Saranzo di Arsego 1l 23 dicembre del 1746.

Il 23 agosto del 1747, il doge Pietro Grimani concede la Fiera, richiesta da fratelli Soranzo quattro mesi prima, da tenersi con le debite regole “alla terza domenica di ottobre di ogni anno”. Il permesso col sigillo del doge viene riportato a mano dall’agente dei Soranzo, Francesco Bassanello dall’Arsego, presso il Capitano di Padova, Luigi Fuscareno, il giorno 2 settembre 1747. Dopo il vaglio della “Camera” del “Senato”, dei “revisori delle entrate pubbliche”, l’autorizzazione viene vidimata e accolta dal podestà. Il segretario la trascrive diligentemente nel verbale di archivio e viene così consegnata alla storia l’atto di nascita ufficiale della Fiera di Arsego.

Dopo quarant’anni la Fiera viene confermata e legittimata col successo atto documentale il 16 ottobre del 1798, quando alla Repubblica di Venezia subentrò il Regno Austriaco, e dopo questa conferma non si hanno più richiami sulla legittimità dell’istituzione, che continua tuttora.

 

http://www.prolocosangiorgio.net/fiera/antica_fiera

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La Fiera dei Santi a Monselice – PD

 

Nel 1275 il Podetà padovano Roberto de Roberti regolamentò le fiere del territorio di Padova e in tali disposizione viene citata anche la “fiera di tutti i Santi che si tiene nella Rocca di Monselice…”

Da questa nota ci deduce che all’epoca già esisteva la fiera e che era regolamentata da Padova, che vi mandava per cinque giorni un giudice, un console e due cursori.

Nel 1654 venne prorogata di altri tre giorni dal Doge di Venezia Francesco Mulino

Nel 1737, poiché la Fiera aveva perso interesse e versava in stato “miserabilissimo” la popolazione chiese al Doge di Venezia che la fiera diventasse “franca” e, dopo un’istruttoria richiesta al Podestà di Padova sulla situazione della fiera, il 17 luglio del 1738 il Doge Aloisi Pisani, concedeva che la fiera fosse franca da dazi, per otto giorni a partire “dal dì d’ogni santi” per “ravviare il perduto commercio”.

La fiera è continuata fino ai giorni nostri, ma solo fino alla seconda metà dell’Ottocento ebbe un crescente successo. In seguito è andata progressivamente scemando, diminuendo la rilevanza economica sulla comunità di Monselice, dovuta anche alla diversa strutturazione del commercio.

http://www.comune.monselice.padova.it/

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Fiere di Santa Lucia di Piave – TV

Le “Fiere di Santa Lucia di Piave” sono una tradizione che ha origini antichissime, dove la realtà della storia si sovrappone alla leggenda. Il sito dove nacquero i primi “scambi” commerciali sulle rive del Piave era di fronte al guado di Lovadina di Piave, nei pressi dell’antica via romana Claudio Altinate, e poi dell’Ongaresca, naturale punto d’incontro per le primitive attività legate alla pastorizia, al bestiame e poi al commercio.

Le Fiere di Santa Lucia trovano il loro primo riscontro proprio negli Statuta Provisionesque Ducalis Civitatis Tarvisii dell’anno 1313, conservati nella Biblioteca Capitolare di Treviso.

Modificati rispetto alle successive edizioni, questi Statuti, nominando località della destra-Piave, dispongono le date di scadenza dei vari mercati ad eccezione delle Fiere di Santa Lucia” … che saranno fatte secondo l’antica consuetudine”. La dichiarazione vale anche da attestato dell’importanza acquisita dalle Fiere di Santa Lucia per diritto di pregressa anzianità, tanto che alcuni la fanno risalire al 661 d.C.

Sono invece del secolo scorso i documentati bandi che ufficialmente la pubblicizzano come consolidato appuntamento annuale (1823-1856-1860-1889).

Collegata da sempre al mondo agricolo, dapprima per gli animali e i prodotti della terra e poi per le attività commerciali connesse, le produzioni connesse e le produzioni derivate, la Fiera ha goduto di continua fortuna anche per scelta delle date, alla fine della stagione agricola, quando i frutti del raccolto o i proventi economici potevano essere commercializzati o scambiati per essere reinvestiti. La prosperità della Fiera va ricercata anche nella capacità di adeguarsi al mutare delle esigenze e nel rimanere al passo con i tempi, ma soprattutto nello sviluppare un ottimo volume d’affari per le categorie coinvolte nelle manifestazioni.

Nel dopoguerra, con felice intuizione, si è colta da subito la rivoluzione tecnologica introducendo il settore delle attrezzature e macchine per l’agricoltura, nel 1946, a cui si è aggiunta, nel 1978, l’esposizione di macchine per il movimento terra e per l’edilizia. Nel 1989 si è completato il cerchio del prodotto agricolo con l’avvio dell’esposizione agroalimentare, integrato nel 1990 dalla Mostra dei Vini Novelli.

http://www.fieresantalucia.it