Colli Euganei, in bici da Montegrotto ai monti Rua e Gemola: impressioni

Non è sempre facile per chi come noi va in bicicletta mettere per iscritto le proprie sensazioni, le emozioni che si provano nel transitare per certi luoghi. Stendendo queste impressioni, nel nostro piccolo noi cerchiamo, come sempre, di darvi le motivazioni necessarie per inforcare la bici e, come in questo caso, per fare parecchia fatica (vedi grafico altimetrico).
Quello che possiamo dirvi è che nell’ambiente che visiterete c’è tutto quello che un turista può cercare: panorami stupendi, una natura varia e particolare (con ambienti che vanno dal bosco fitto alle terrazze di vigne e ulivi) una fauna ricca, tanto da poter annoverare daini e cinghiali come alcuni tra gli animali più imponenti che si possono vedere, ma che poi vanta un miriade di specie diverse tra cui molte varietà di uccelli; questi colli sono infatti un passaggio obbligatorio nella rotta migratoria di molte specie che arrivano dall’Africa e vanno a nidificare verso Nord e, per alcune di loro, anche una tappa di sosta. Importantissime in questi luoghi le testimonianze storiche rimaste che vanno dal Paleolitico ai giorni nostri passando per il Medioevo. Lo testimoniano le rocche ed i castelli sparsi per tutti i colli; come numerose sono anche le ville dei nobili ancora bellissime a ricordarci la dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia.
Bisognerebbe scrivere dei tomi per parlare in modo eloquente dei Colli Euganei ma non è compito nostro; noi ci limitiamo a testimoniare solo che vale davvero la pena di “passeggiare in bicicletta” in queste zone tanto più se si pensa che questo particolare ambiente è a poche decine di chilometri da una grande città come Padova.
Percorrendo l’itinerario che vi proponiamo, se avrete tempo e voglia, potrete visitare l’abbazia sopra al Monte Rua (aperta la domenica e il giovedì) o la bellissima Villa Beatrice d’Este immersa in un contesto veramente suggestivo, o ancora la casa e la tomba del grande Petrarca nel paese che ne porta l’omonimo nome, Arquà Petrarca, e la stupenda villa Barbarigo a Valsanzibio con il suo famoso giardino (vi ricordiamo che la visita è a pagamento).
Il tragitto che vi proponiamo è per persone ben allenate perché ci sono diverse salite da affrontare, anche piuttosto impegnative. D’estate vi raccomandiamo di partire con una buona scorta d’acqua in quanto lungo la strada non ci sono possibilità di fare rifornimento.
Buona pedalata

 

mb